Vettio Valente: da Antologie, Libro V
Il destino ha decretato per ogni persona l’immutabile procedere degli eventi, rafforzando questo decreto con molte opportunità di conseguenze buone o cattive. Attraverso l’uso di queste opportunità, due divinità autogeneratisi, la Speranza e la Fortuna, assistenti del Fato, controllano la vita dell’uomo e gli rendono possibile di sopportare i decreti del Fato utilizzando la costrizione e l’inganno.
Una delle due < la Fortuna> si manifesta a tutti attraverso la previsione dell’evento, dimostrando se stessa essere buona e gentile in un momento, in un altro buia e tetra. La Fortuna solleva alcuni in alto solo per buttarli giù, ed altri degrada solo per portarli alla gloria.
L’altra delle due < la Speranza > non è né buia né brillante, si muove ovunque in incognito
ed in segreto, sorridendo a tutti come un’adescatrice, mostrando molte allettanti possibilità che non potranno essere raggiunte. Controlla gli uomini ingannandoli: questi uomini, anche se sono stati ingannati e ridotti in schiavitù dai loro desideri, sono ancora attratti da lei e, pieni di Speranza, convinti che i loro desideri saranno soddisfatti. Credono in lei, solo per ottenere quello che non si aspettano. Se la Speranza sempre sembra offrire solide prospettive a chiunque, poi lo abbandona e va verso altri. Sembra essere vicina a tutti, ma non sta con nessuno.
Di conseguenza, coloro che ignorano l’arte del pronostico – o coloro che non vogliono affrontarlo, sono trascinati via e ridotti in schiavitù da queste Dee. Essi sopportare tutti i colpi e soffrono le pene insieme ai piaceri. Alcuni ottengono parzialmente quello che speravano, la loro fiducia comincia ad aumentare, in attesa di un esito favorevole permanente, non rendendosi conto di quanto precarie e scivolose siano i casi della Fortuna.
Altri sono delusi nelle loro aspettative non solo una volta, ma sempre, ed allora si arrendono anima e corpo alle loro passioni e vivono in vergogna e disgrazia, o semplicemente aspettano, e vivono come schiavi della volubile Fortuna e dell’ingannevole Speranza, e sono del tutto incapaci di raggiungere qualunque qualcosa.
Ma coloro che sono addentro all’arte dei prognostici e nella verità mantengono la mente libera e sono emancipati dalla schiavitù, disprezzano la fortuna, non persistono nella speranza, non hanno paura della morte, e vivono nella tranquilità.
Essi hanno addestrato le loro anime ad essere fiduciosi. Non gioiscono troppo nella prosperità né sono scoraggiati dalle avversità, ma sono soddisfatti di qualunque cosa accada. Dal momento che non hanno l’abitudine della nostalgia per l’impossibile, sopportano con fermezza i decreti del Fato.
Sono estranei a ogni piacere o adulazione e resistono come soldati del Fato.
Blog in inglese: www.heavenastrolabe.net

la speranza è anche una virtù cardinale, per fortuna ..
ok, non è proprio una virtù cardinale, diciamo che l’ho nominata io adesso sul campo…
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