Lo studio di materie inutili di Otto Neugebauer

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LO STUDIO DI INUTILI MATERIE di Otto Neugebauer

Nell’ultimo numero di Isis (vol. 41, 125-126, p. 374) si trova una breve recensione del professor Sarton su una recente pubblicazione di E.S. Drower del “Libro dello Zodiaco” mandeo che si caratterizza per il recensore come “una inutile raccolta di presagi, astrologia senza fondamenta e sciocchezze varie.” Perché questa affermazione di fatto corretta non racconta tutta la storia, la voglio ampliare con alcune osservazioni per spiegare al lettore perché uno studioso serio potrebbe passare anni sullo studio di argomenti inutili come l’astrologia antica .

Il grande storico e filologo belga, Franz Cumont, nell’agosto del 1898 firmò la prefazione al primo volume del Catalogus Codicum Astrologorum Graecorum, e mentre scriviamo è in fase di preparazione il dodicesimo volume.

La concordanza spesso letterale tra i testi greci e i trattati mandei richiede l’estensione della caratterizzazione del professor Sarton ad un’impresa che ha goduto del sostegno incondizionato ed entusiasta di un gran numero di studiosi di primissimo rango. Essi hanno tutti lavorato per recuperare innumerevoli inutili collezioni di trattati astrologici dalle biblioteche europee, e sono riusciti a darci un’idea della vita quotidiana, della religione e della superstizione, dei metodi astronomici e delle idee cosmogoniche di generazioni di uomini che hanno dovuto vivere senza la superiore benedizione della nostra epoca scientifica.

Per lo storico della scienza la trasmissione delle idee è giustamente uno dei suoi problemi più importanti. La tradizione astrologica ci fornisce una delle prove più convincenti della trasmissione dell’astronomia ellenistica in India; i manoscritti astrologici ci aiutano a stimare più accuratamente la combinazione di fonti siriache, arabe, indù, e greche nella costruzione della scienza islamica. Nessun astronomo arabo può essere compreso pienamente senza una conoscenza approfondita dei concetti astrologici. L’unica speranza di ottenere pochi scorci dei metodi astronomici del tempo di Ipparco riposa nella ricerca scrupolosa di scrittori inutili come Vettio Valente o Paolo Alessandrino. Sei pesanti volumi di sciocchezze varie sono state pubblicate dal professor Thorndike e sono diventati uno strumento prezioso per lo studio della letteratura scientifica medievale. E la storia dell’arte e della filosofia del Rinascimento ha guadagnato immensamente dalle ricerche effettuate dal Warburg Institute sull’astrologia del passato.

Il libro di Drower è solo un modesto contributo all’interno del più ampio progetto della ricerca nella storia della civiltà del Vicino Oriente. Le difficoltà dei problemi sollevati sono di gran lunga maggiori rispetto al caso di testi greci o latini con la loro terminologia e background molto meglio conosciuti. Dobbiamo ringraziare Drower per averci sottoposto una nuova fonte, che un giorno potrebbe fornire l’anello mancante nella trasmissione di dottrine che hanno lasciato la loro impronta in quasi tutte le fasi della conoscenza medievale, medicina, botanica, chimica, ecc.

Tutti questi fatti sono, ovviamente, ben noti al professor Sarton. Ma quando il decano riconosciuto della Società di Storia della Scienza dispone di un campo intero con le parole “i relitti superstiziosi del Vicino Oriente”, egli forse non si rende pienamente conto di quanto egli sta contribuendo alla distruzione dei fondamenti stessi dei nostri studi: il recupero e lo studio dei testi come essi sono, indipendentemente dai nostri gusti e pregiudizi.

Otto Neugebauer, Isis 42, no. 2 (June 1951): 111

Leggi il mio blog in inglese http://heavenastrolabe.net/

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