Neil Armstrong: indicatori della professione nell’astrologia antica

Neil Armstrong: indicatori della professione nell’astrologia antica

Relazione presentata al convegno PERCORSI DI VITA ALLA LUCE DELL’ASTROLOGIA ANTICA E MODERNA il 16 maggio 2015

Il capitolo della professione è un argomento molto elaborato fra quelli che compongono il corpus dell’astrologia antica, specie quando l’attività di cui si parla non è fra quelle conosciute nell’antichità, come quella dell’astronauta di cui parleremo oggi. Tuttavia studiando astrologia antica da tantissimi anni sono stata sempre certa, sin dall’inizio dello studio di questa carta, che qualche parola l’astrologia antica, quella dei greci e degli autori medievali, la poteva dire anche in questo caso.

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Il terzo, il settimo e il quarantesimo giorno della Luna e la qualità della vita

Intervento presentato alla Conferenza “Festival dell’Astrologia del Salento e Sud Adriatico” 20/03/2015

In tutte le culture antiche il tempo ha un andamento ciclico: è un continuo prodursi e disfarsi, un nascere e morire per poi ricominciare, che ha le radici nella ciclicità della natura: l’alternarsi del giorno e della notte e delle stagioni, il ciclo zodiacale, il sorgere ed il tramontare delle costellazioni.
Questa concezione tipicamente greca della storia sociale e personale e del tempo si riflette in una serie di tecniche astrologiche che hanno lo scopo di spiegare (a posteriori) o prevedere (a priori) le alterne vicende umane. In tempi moderni l’astrologia praticata dai greci è stata definita da uno dei massimi esperti di storia dell’astronomia antica, David Pingree, “continuous astrology”, perché presuppone una visione in cui il tema natale non è statico ma è considerato in movimento e cambiamento continuo.
Una delle tecniche ampiamente utilizzate e di cui troviamo traccia in numerosi autori è quella nota come “il terzo, il settimo e il quarantesimo giorno della luna”.
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